mercoledì 8 giugno 2016

BOWIENEXT- Il primo film collettivo internazionale tributo al grande David Bowie

Dopo la recente scomparsa del geniale artista britannico lo scorso 10 gennaio, sono nate migliaia di iniziative in tutto il mondo per onorare la sua memoria, ma una delle più originali e interessanti nasce proprio in Italia e prende il nome di “BowieNext”. L'ideatrice e promotrice di questa iniziativa è Rita Rocca, affermata giornalista e regista, da sempre appassionata alla musica e al personaggio di Bowie, la quale si rende conto che soprattutto sui social, era subito esploso il desiderio di milioni di fans di mantenere in vita la memoria di questo grandissimo artista. Quale idea migliore che un progetto, al quale potessero partecipare tutti loro, per onorarlo soprattutto dal punto di vista creativo.
Rita Rocca
Ed ecco che si mette in moto l'operazione “BowieNext”, il primo film collettivo internazionale a lui dedicato. Non il solito documentario, ma qualcosa di molto di più.
Spiega Rita Rocca: “Bowie è stato da sempre uno stimolo di creatività enorme per tutti i fans ma soprattutto per molti artisti ed è stato anche un maestro di vita. Ha determinato delle scelte importanti nelle esistenze dei suoi seguaci per cui credo proprio che gli si debba questo tributo collettivo internazionale da costruire tutti insieme”
Molti fan interessati a dare il loro contributo sono stati già raggiunti attraverso i social e il sito www.bowienext.it o tramite la pagina facebook che ha raggiunto in poco tempo un gran numero di like e visualizzazioni. Qui si troveranno tutte guide lines per inviare il proprio video.
La comunità “bowiana” sta già rispondendo con gran calore da tutto il mondo. Tante persone sono legate a questo personaggio in molti modi diversi, per tutto ciò che ha rappresentato anche dal punto di vista culturale, e lo vogliamo scoprire attraverso questo film, che assumerà la sua forma definitiva solo alla fine, quando tutto il materiale sufficiente sarà stato raccolto. L'uscita prevista è il 10 gennaio 2017, primo anniversario della sua scomparsa. E' possibile inviare self tapes con testimonianze, brani tributo, brani inediti dedicati al personaggio, video art, qualsiasi cosa che possa testimoniare cosa ha rappresentato Bowie nella propria vita e qual è la sua eredità per il futuro.
BowieNex è un'opportunità davvero speciale per poter partecipare ad un progetto multimediale unico al mondo e regalare una seconda vita a questo personaggio rimasto vivo in milioni di cuori.


Susy Suarez 


mercoledì 25 maggio 2016

FESTIVAL "INVENTARIA" 2016 - Serata di corti teatrali

Il 22 maggio al Teatro dell'Orologio nell'ambito del festival di teatro off “Inventaria” arrivato alla sua sesta edizione, in scena sei corti teatrali di sei diverse compagnie: ALLEGRO MA NON TROPPO di Flaminia Chizzola - idea di Ylenya Cammisa regia Flaminia Chizzola e Diletta Masetti con Diletta Masetti A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE!- scritto, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli, DISSOLVENZA- scritto e diretto da Alessandro Veronese con Laura Angelone e Michela Giudici, DUE diretto e interpretato da Agnese Mercati e Tomàs Acosta, HARD BOX- scritto, diretto e interpretato da Raffaele Romita, LA COLLEZIONE- scritto e interpretato da Ania Rizzi Bogdan e Eleonora Gusmano regia Davide Sacco
Una piacevole serata che ha regalato in un unico abbraccio, atmosfere ed emozioni totalmente differenti. Differenti anche sono sembrati essere i livelli di professionalità dei concorrenti. Alcuni testi presentavano una drammaturgia non troppo matura e non molto ben strutturata, o frutto di un potenzialmente interessante, ma non del tutto approfondito lavoro di improvvisazione, nato dall'incontro di due giovani attori tra le aule di una scuola di teatro. Quest'ultimo è il caso di “Due” diretto e interpretato da Agnese Mercati e Tomàs Acosta, i quali portano in scena l'universale tragedia d'amore di Romeo e Giulietta raccontata solo col respiro del loro corpo. Nessuna parola, solo l'intensa musica di Tchaikovskj e l'espressività fisica dei due protagonisti.
La Collezione
Molto interessane il lavoro di Alessandro Blasioli che con il suo “A vostra completa disposizione!” ci racconta senza inutili retoriche o pietismi, la tragedia del terremoto in Abruzzo, incentrandosi sui difficili stravolgimenti di vita e abitudini delle numerose famiglie rimaste senza casa, per molte delle quali non è stato semplice adattarsi alle soluzioni abitative di fortuna a loro assegnate. Un testo molto maturo nei contenuti e nella struttura, la regia essenziale imperniata sulla presenza scenica dell'interprete, che solo in palco vuoto, riesce a materializzare luoghi, personaggi e situazioni differenti con vivido realismo e un'ironia amara e arguta.
Una particolare attenzione va attribuita al corto “La Collezione” scritto e interpretato da Ania Rizzi Bogdan e Eleonora Gusmano regia Davide Sacco.
Alessandro Blasioli 
La regia è ben articolata, dall'estetica quasi espressionista, ci porta in una dimensione onirica e inquietante. La storia è un pungo nello stomaco, e si struttura in più livelli di lettura. Il titolo allude alla collezione di regole che ci vengono imposte e che ci imponiamo tutti i giorni nella vita, nel lavoro, nei rapporti sociali, regole che Vera (Eleonoro Gusmano) ripete a memoria come una poesia infernale. Un po' bambola, un po' donna, un po' bambina, mero strumento di piacere per i suoi clienti, ma nel contempo una donna VERA appunto, reale, con i suoi ricordi, i suoi affetti, il suo desiderio di maternità ostacolato e brutalmente soffocato. Tutto è costruito intorno al rapporto di odio/amore con una seconda figura femminile, (Ania Rizzi Bogdan), che ci appare arcigna come una strega delle favole, sembra mutare sembianze continuamente diventando madre, sfruttatrice e carceriera. In palco quattro lunghi neon e quattro cubi sui quali lettere luminose compongono il nome della protagonista:Vera. Elementi che vengono mossi in continuazione creando una coreografia che concorre a scandire anche il gioco di potere tra vittima e carnefice. La forza interpretativa di entrambe le attrici, crea un' atmosfera di grande impatto.
Si aggiudica il premio come miglior corto teatrale di questa edizione del festival, il giovane Alessandro Blasioli col suo “A vostra completa disposizione!” seguito al secondo posto da “La collezione” delle talentuose Eleonora Gusmano e Ania Rizzi Bogdan. Un onesto risultato, considerando che erano senz'alto questi i due lavori più maturi e interessanti tra le proposte di quest'anno.
Susy Suarez










giovedì 5 maggio 2016

THANKS FOR VASELINA - Regia Gabriele di Luca,Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

Un forte odore di marijuana invade la platea. Un tavolo, un divano, una finestra e tre piccole “serre” casalinghe. Personaggi e colpi di scena si avvicendano tra le mura del salotto di casa di Fil (Gabriele Di Luca), trasformato in una specie di fabbrica di erba con la complicità dell'amico Charlie (Massimiliano Setti), il primo cinico, duro, aggressivo, il secondo tenero e idealista, poi Lucia, (Beatrice Schiros) una madre ludopatica dal burbero pragmatismo e dalla lingua tagliente, Wanda (Francesca Turrini) una ragazza ingenua e fragile alla ricerca di un po' di autostima e di affetto, Annalisa, (Alessandro Tedeschi) il padre transessuale di Fil, fuggito anni prima in una comunità in Messico per ritrovare se stesso, abbandonando la famiglia e abbracciando la sua vera identità sessuale. Panorama non potrebbe essere più pittoresco e variopinto, ed è proprio questa girandola di bizzarrie e paradossi che concorre a esorcizzare nell'animo di chi guarda, i dolori e le sconfitte che sono in un modo o in un altro proprie di ciascuno di noi.
Questa storia è un continuo accavallarsi di cinismo, dolcezza e ridicolo. Surreale ma nello stesso tempo terribilmente lucida e verosimile nel dipingere le dinamiche dei rapporti umani e nel mostrarci i mondi interiori di personaggi, i quali possono apparire sopra le righe, estremi, ma le cui debolezze, le nevrosi, le paure, i disincanti, rispecchiano perfettamente ciò che alberga nell'animo di ciascuno di noi.
Ecco che subito tutto diventa credibile nella sua incredibilità, e finiremo con l'empatizzare con tutti e con nessuno durante il frenetico dipanarsi della storia, dal ritmo serratissimo e dialoghi sferzanti.
La regia calibra perfettamente parola e azione, facendo sì che anche grazie alla inconfutabile bravura degli interpreti, ogni parola e silenzio arrivi allo spettatore con la forza della verità, nonostante la storia assuma pieghe paradossali e folli che non potranno trattenere lo spettatore dal ridere di gusto, per poi frenarsi di fronte alla crudezza di affermazioni lapidarie e decisioni inattese.
La regia ha una cifra musicale e coreografica assolutamente ben congegnata, dai cambi di luce, alle pause, alle entrate e le uscite. Dinamiche e scelte estetiche sicuramente appropriate alla drammaturgia, la quale non sembra avere falle e ricorda molto un certo tipo di drammaturgia contemporanea anglosassone.
La scorrettezza e l'allegro sarcasmo con le quali si affrontano tematiche come l'omosessualità, la dipendenza, l'obesità, il ritardo mentale, la confusione ideologica, i fanatismi, ha un che di catartico, e non sarà difficile cogliere l'amara metafora nascosta dietro il titolo stesso di questa brillante pièce.
Susy Suarez



THANKS FOR VASELINA
drammaturgia Gabriele Di Lucaregia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschiinterpreti Gabriele Di Luca (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Alessandro Tedeschi (Annalisa), Francesca Turrini (Wanda)musiche originali Massimiliano Setti

giovedì 7 aprile 2016

ZIO VANJA-Regia di Duccio Camerini

Zio Vanja è il racconto di una vita mortificata per assenza di coraggio e di passioni, intrappolata nelle sabbie mobili della routine, dove mai nulla si avvera. Zio Vanja è un dramma, e su questo c'è poco da discutere. La noia, la tristezza, la malinconia, l'ignavia, ne sono il fulcro e rappresentano i sintomi di una tragedia esistenziale che Vanja, Sonja, Elena, il dottore, e tutti gli altri personaggi, portano scolpita nei loro dialoghi e nei loro corpi. È vero che nel dramma di Cechov, come in molti dei suoi lavori, c'è sempre qualche aspetto ironico, anche di amaramente grottesco, ma cercare di renderlo in qualche modo “leggero” significa snaturare il testo e stravolgerne il genio. Duccio Camerini è un attore e regista di esperienza e talento, e sul palco non può non dimostrarlo, ma questa volta è al timone di un'operazione “sperimentale” a mio avviso discutibile.
Svariati e coraggiosi sono stati gli adattamenti di questo imperituro classico, ma solo rispettando le intenzioni dell'autore, esso può essere tranquillamente ambientato in ogni tempo e luogo e riuscire comunque a trasmettere tutta la sua attualità e la sua universalità. Solo rispettando le intenzioni dell'autore, si può riuscire a essere davvero originali e innovatori, ed è necessario affidarsi a interpreti capaci di sostenere personaggi tanto densi, che comunichino il senso di vuoto, di inutilità, il loro patire la solitudine, la malinconia, il loro trasformarsi in  anime
senza pace, sottolineare le dinamiche di tensione, di claustrofobia. Gli attori invece in questa pièce, sembrano più impegnati a calcare toni ironici e farseschi che risultano un'inopportuna forzatura e troppi di loro si dimostrano molto “acerbi” e fuori parte di fronte tale compito.
Momenti che sarebbero dovuti essere un concentrato di tensione e intensità, perdono di ogni consistenza, diluiti anche da una musica spesso ingombrante che sopraggiunge nel tentativo di sottolinearli.
L'unico modo per far arrivare davvero il senso di questa tragedia morale alla coscienza dello spettatore, è la verità, con Cechov è un atto dovuto, l'unica alternativa.
Susy Suarez


Info:
dall'1 al 24 aprile 2016 Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) via F. Redi 1/a , Roma
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30
ZIO VANJA *
di:
Anton ÄŒechov
uno spettacolo di Duccio Camerini
con Francesca Sgheri, M. Vittoria Pellecchia, Duccio Camerini
musiche Alchimusika 

sabato 12 marzo 2016

QUELLA STRANA PARTE DI ME - Regia di Patrizio Cigliano

“Quella strana parte di me” in scena al teatro dei Conciatori dal'8 al 20 marzo, è un perfetto connubio tra melodramma romantico ed esilarante commedia. Questo è uno spettacolo che non affronta semplicemente la tematica della crisi dei quarant'anni, tanto nota e temuta e su cui già molto si è ironizzato, ma sottolinea anche come la “sindrome di Peter Pan” sia un fenomeno transgenerazionale, che colpisce sia l'uomo “maturo” sia i ventenni di oggi, che sempre più spesso procrastinano oggi tipo di impegno o progettualità a lungo termine.
Il protagonista della pièce è diviso tra l'irragionevole e costante attrazione per donne molto più giovani di lui, e l'amore autentico, maturo e solido di un matrimonio messo in discussione da questo bisogno che può diventare patologico e autodistruttivo.
La caratterizzazione dei personaggi risulta perfetta così come i loro interpreti, Barbara Begala nei panni di Sara, la moglie indulgente ma tenace, che fa di tutto per riuscire a tenere le redini del suo matrimonio, Patrizio Cigliano nei panni di Andrea, quarantenne smarrito, che diventa un ingenuo bambinone sedotto dalla voglia di riuscire a rivivere sensazioni ed emozioni quasi adolescenziali con la sua giovane stagista Linetta, interpretata da una perfetta Beatrice Messa, la quale, gestisce questo rapporto con tutta la crudele ingenuità di una ragazzina che molto similarmente al protagonista, non ha alcuna voglia di crescere e impegnarsi. Tutto ciò scatena in Andrea una vera e propria schizofrenia emotiva, incarnata da una sempre potentissima Veronica Milaneschi, la quale è il giudizio, il raziocinio, il buon senso, la risoluta e lungimirante parte femminile che alberga in lui e che tenta fino all'ultimo di riportare in riga “quella strana parte di sé”. La regia è semplice, attenta e rigorosa nel saper dettare i giusti tempi narrativi e nel coniugare comicità e spunti riflessivi con delicatezza ed eleganza. La scenografia, essenziale e funzionale, distingue i due ambienti principali: quello della casa di Andrea, il nido delle sue abitudini, le certezze di dieci anni di matrimonio costruite intorno alla moglie Sara, e l'ufficio, territorio in cui il protagonista all'insaputa della moglie, si lascia andare a le sue puerili debolezze. Una commedia molto piacevole, un piccolo viaggio comico e commovente, in cui sono dosate con maestria, leggerezza e profondità di contenuti. 
Susy Suarez



QUELLA STRANA PARTE DI ME
Il nuovo spettacolo di Patrizio Cigliano
Con (in o.a.) Barbara Begala, Patrizio Cigliano, Beatrice Messa, Veronica Milaneschi.
Francesco Pezzulli, Giò Giò Rapattoni, Paola Majano, Alessandro Parise.
Prima Nazionale
Regia: Patrizio Cigliano
Scene: Patrizio Cigliano
E con le voci di:
Produzione: Associazione Culturale Arcadinoè.

domenica 21 febbraio 2016

PETER PAN BEGINS-Regia di Alessandro De Feo



Peter Pan Begins in scena dal 18 al 21 febbraio e dal 25 al 28 febbraio, è uno spettacolo che toccherà soprattutto l'animo di coloro che trentenni o poco più, hanno vissuto a pieno gli anni 90 ed il repentino passaggio dall'analogico al digitale, il quale inevitabilmente ha lasciato in molti un nostalgico amore per tutto ciò che li ha incarnati, dai programmi tv, alla moda, agli improbabili accessori, i giochi ed i passatempi che ancora poco avevano a che fare con la tecnologia. Molti rimangono aggrappati alla rupe del passato che non può tornare, al sogno del paradiso perduto di un'adolescenza che sapeva ancora di messaggi scritti a penna su fogli di quaderni e giochi all'aria aperta, proprio come il protagonista di questa pièce, che addirittura finisce con l'impazzire, perso in un delirio in cui rifiuta tutto ciò che gli sta intorno. Soffre dell'incapacità di riprovare ancora sentimenti forti e totalizzanti come quello del primo grande amore adolescenziale, quello delle attese, degli incontri, delle lettere sul diario. Intorno a lui storie si intrecciano, episodi, immagini del passato si compongono e si ricompongono in una girandola di sketch brillanti e dinamici in cui gli interpreti si trasformano in una serie di esilaranti personaggi. L'autore immagina un'epoca in cui si è arrivati ad un cinismo così esasperato, da mettere in piedi grotteschi talk show in cui uomini e donne scelgono la propria famiglia digitale in diretta alla presenza di ormai altrettanto grotteschi opinionisti, i quali hanno del tutto smesso di parlare, ma non fanno altro che urlarsi improperi vicendevolmente come ossessi. La regia adotta soluzioni semplici ma che proiettano con efficacia il pubblico dentro luoghi e situazioni. In scena pochi elementi: una poltrona a rotelle, una seduta ed pezzi di vestiario attaccati tutt'intorno alle pareti con i quali gli interpreti si calano con velocità nei loro diversi personaggi, dimostrando di avere tutti un'ottima versatilità, talento e soprattutto affiatamento.
Questa piccola storia della nostalgia, non può che risultare piacevole nel suo essere briosa e tenera allo stesso tempo, e l'ammonimento finale vale per gli spettatori di tutte le età: restando immobili a contemplare il passato, si diventa vecchi senza nemmeno accorgersene.
Susy Suarez




PETER PAN BEGINS
Di e con
Alessandro De Feo, Marco Foscari, Alessia Iacopetta, Angela Pepi, Gioele Rotini


domenica 17 gennaio 2016

ANGELI - Regia di Filippo Gili

“Angeli” di Filippo Gili è un testo in cui l'autore e regista esprime la sua vena più ironica e surreale. Atmosfere tra favola e sogno in questo atto unico per due attori meravigliosi, i quali creano una dinamica travolgente che diventa sempre più mordace e fuori da ogni logica terrestre.
Tutto si svolge nel salotto di un uomo ordinario, Angelo (Arcangelo Iannace) che scopre di essere il “prescelto”, ed il suo angelo (Pier Giorgio Bellocchio) sceso in terra per portargli la felicità.
Ma dietro alle dinamiche esilaranti che si creano tra loro, c'è l'umorismo amaro che nasconde un chiaro messaggio: qual è la strada per raggiungere la felicità nella vita? La perenne, vana domanda che ogni essere umano si pone, ma a cui nemmeno un essere celeste come un angelo onnisciente può rispondere. Una tragicommedia dall'assetto molto “anglosassone” e vagamente “Pinteriano” per un autore che ripropone alcune tematiche ricorrenti nelle sue opere in una chiave però completamente nuova, quasi le ribalta per poi ritornare all’origine, dimostrando grande versatilità e ricchezza di contenuti.

Susy Suarez   

ANGELI
di Filippo Gili
con Pier Giorgio Bellocchio, Arcangelo Iannace
regia Filippo Gili
aiuto regia Silvia Picciaia
produzione Argot Produzioni
un progetto di Uffici Teatrali