sabato 14 aprile 2012

IL RITORNO - Reagia Marco Bernardi (Recensione)



In scena dal 12 al 22 aprile al teatro Vittoria di Roma, “Il Ritorno” è il nuovo lavoro dell'autrice Carlotta Clerici, che ci porta sulle amene rive di un lago, un incantevole luogo di villeggiatura dove da moltissimi anni “L'Hotel du Lac” ospita i suoi abituali avventori, ma il lago è paradisiaco come la voce di una sirena ingannatrice, e man mano che la pièce si sviluppa, è come se dalle sue acque si alzasse una sinistra foschia. Anche dopo anni di assenza, capiamo che nessuno di loro è veramente mai andato via da quel luogo. L'albergo sul lago è il loro “tempo perduto” di proustiana memoria, a cui sono attaccati morbosamente, e tornarvi è come riprendere posto nell'immobilità di una fotografia in bianco e nero.
Quando l'albergo viene messo all'asta a causa dei debiti di gioco di Yann, il proprietario dell'albergo, tutto si spezza dentro i suoi frequentatori e in coloro che vi lavorano, ma il sapere di doverlo perdere li spinge alla consapevolezza di doversene distaccare non solo fisicamente. Come dirà Anna a Yann in un momento di presa di coscienza : “ E' una fortuna aver perso questo albergo, è la più grande fortuna della tua vita”
La psicologia dei personaggi ci si profila con chiarezza attraverso dialoghi dal dinamismo che non favorisce cali di attenzione, grazie anche alle ottime interpretazioni di Corrado D'Elia, assolutamente convincente nei panni di Yann, disincantato proprietario dell'albergo, pittore di talento ma che rovinato dai debiti di gioco, si dà all'alcool attendendo rassegnato la fine, Sara Bertelà nei panni di Anna, attrice di successo ma divorata dalle velenose nostalgie di quel luogo, ci presenta il suo personaggio con gran naturalezza e passione, e Roberto Zibetti che interpreta il più cinico Matthieu, non smentisce la sua capacità di arrivare con spontaneità allo spettatore sia dallo schermo che dal palco.
Appropriata la scelta di musiche dei Nirvana per sottolineare il senso di decadenza e malinconia che incalza scena dopo scena. Il finale un po' prevedibile forse, ma non scontato, poiché tutto sommato il più giusto, il sacrificio finale che spezza definitivamente il malevolo incantesimo del lago. Un lavoro sicuramente interessante, il quale tocca una tematica molto più comune di quanto sembri. Molte persone rimangono dolorosamente aggrappate per tutta la vita al passato che non può tornare, al sogno del paradiso perduto. Esso non fu come noi oggi lo ricordiamo e le sembianze fasulle con cui lo rivestiamo ci impediscono di godere del presente e paralizza il futuro in un ostinato voler ritornare al nostro personale Hotel du Lac.
Susy Suarez

"Il Ritorno" 
di Carlotta Clerici
con Sara Bertelà, Corrado D'Elia, Fabrizio Martorelli, Giovanna Rossi, Roberto Tesconi, Roberto Zibetti, Aide Asti, Angelo Zampieri, Valentina Bardi
regia Marco Bernardi

Produzione Teatro Stabile di Bolzano
dal 12.04.2012 al 22.04.2012 teatro Vittoria 

giovedì 12 aprile 2012

BASH - Regia Leonarda Imbornone (Recensione)







Torna al teatro Cometa Off dopo una precedente fortunata messa in scena, “Bash” un testo dello sceneggiatore regista statunitense Neil Labute, rinomato per prediligere tematiche provocatoriamente scioccanti e personaggi estremi, e questo spettacolo è la perfetta espressione di queste sue tendenze.
Tre atti unici, tre favole nere, tre violente confessioni che scioccano e soddisfano lo spettatore allo stesso tempo in un inquietante modo.
Storie di ordinaria brutalità in cui persone comuni si trasformano in mostruosi assassini. Tre dannati senza via di scampo le cui rispettive rivelazioni sono come testamenti dell'orrore che li avvolge come in una nuvola velenosa, anche se impuniti continuano a vivere le proprie consuete vite.
La pièce si apre con il monologo di una giovanissima madre (Giorgia Sinicorni) che ci racconta del suo impossibile amore adolescente con un insegnante di scuola, dal quale, dopo aver scoperto di aspettare un bambino, viene abbandonata.
La brava interprete ci fa vivere con grande credibilità, sia le impressioni di una timida ragazzina tredicenne, che la determinazione di una donna adulta che descrive il compiersi della sua lucida atroce vendetta.
Il secondo pezzo ci porta nella vita di una famiglia ordinaria, marito impiegato con un buono stipendio, una casa con ogni confort, la macchina nuova, una bambina appena arrivata. E' nella desolazione della hall di un albergo che il protagonista (Alessandro Rieci) decide di confessare il suo schiacciante segreto ad un perfetto sconosciuto e ci dimostra come c'è chi può arrivare ad uccidere per un’opportunità, saltando gli ostacoli della coscienza, per tornare con assoluta indifferenza alla necessaria quotidianità.
Il terzo ed ultimo atto vede in scena due giovani universitari (Daniele De Martino e Giorgia Sinicorni) emblema di tutti i sani principi dell'America rampante e conservatrice. Dopo un mondanissimo party Newyorkese, nel bagno pubblico del Central Park veniamo trascinati col protagonista narrante in una notte di ordinaria, gratuita follia.
Tre storie, tre personaggi diversi, ma che in comune hanno la latente consapevolezza che non può esserci redenzione, tre morti che parlano, poiché hanno perso i sostanziali valori umani.
Ed è proprio su questi squilibri che il testo intende portarci a riflettere, squilibri che possono potenzialmente colpire persone comuni, come tutti noi, ed è di questa intima presa di coscienza di cui in realtà si prova orrore.
Ciascun pezzo è uno schiaffo in faccia, la crudeltà si avvicina pian piano, parola dopo parola, e trafigge con grande precisione, ma nonostante ciò l'audience resta attaccata ad ogni frase, ogni macabro dettaglio. In spettacoli come questo il lavoro di regia è quasi interamente incentrato sulla forza della parola, sul lavoro degli attori che riescono brillantemente ad assorbirci, a farci entrare ed a respirare l'aria dei luoghi in cui consumano i loro efferati atti, la cui totale mancanza di umanità dovrebbe portarci a rivalutare lo spessore della nostra.
Susy Suarez

Tutte le sere alle ore 21:00
Giorgia Sinicorni, Alessandro Riceci e Daniele de Martino
BASH
di Neil LaBute
traduzione Niccolò Ammaniti
con Giorgia Sinicorni, Alessandro Riceci, Daniele de Martino
luci Pietro Sperduti
musiche Tiziano Novelli
scene Paki Meduri
regia di Leonarda Imbornone
Teatro Cometa Off
Via Luca della Robbia, 47 - Roma
(zona Testaccio)
Telefono: 06 57284637

www.twitter.com/SusySuarez999


mercoledì 11 aprile 2012

BANDA (DIS)ARMATA- Regia Roberto Marafante (Recensione)







Torna in scena al teatro Roma dal 10 al 29 aprile, dopo il grande successo delle passate edizioni, “Banda Disarmata” una commedia tutta da ridere nonostante ironizzi su uno degli aspetti più dolorosi della politica del nostro paese, paralizzato dalla rete di clientelismi e nepotismi che semina incompetenti nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e nei consigli di amministrazioni di aziende e società. Il punto di vista è quello di tre “ultimi della fila” tra i quali si instaura una bizzarra amicizia: Tito (Sergio Zecca) è non vedente dalla nascita, Iaio (Ettore bassi) paraplegico costretto in carrozzina da un incidente, ed alla loro disabilità fisica si affianca la disabilità di Demetrio (Michele La Ginestra) che è la disabilità di riuscire ad incastrarsi nei meschini meccanismi di favori e raccomandazioni a causa della sua purezza d'animo. Con imbranata romantica ingenuità salta da un colloquio di lavoro all'altro anelando ad un posto fisso, sciorinando un curriculum di mille corsi di formazione ed “inutili” competenze teoriche. Paradossale l'affetto che nascerà tra lui e Tito, un misto di cinismo e debolezze, proprio l'emblema e rotella nel meccanismo di quel sistema clientelare che gli impedisce di trovare un lavoro.
Iaio (Ettore Bassi) che dalla sedia a rotelle invece urla il suo sdegno, non si rassegna ed incita alla rivolta “disarmata” inducendo finalmente Demetrio a ribellarsi ed a mettere in atto la sua sgangherata protesta...
Battute e colpi di scena si susseguono legati da meccanismi comici mai artificiosi, durante i quali pian piano i tre protagonisti ci aprono gli armadi delle loro vite.
La Ginestra e Zecca si confermano due veri signori dello humor, attori dai tempi perfetti, riescono a far ridere con una spontaneità tutta loro che li rende brillanti senza mai alcuna forzatura.
Lodevole il modo in cui si affronta il tema della disabilità evitando qualsiasi tipo di pietismo pur non facendo mancare momenti di tenerezza. Il testo dalla comicità raffinata e tre attori di grande esperienza fanno di questa commedia un gioiellino da non perdere, che tra una battuta e l'atra ci invita molto seriamente ad intraprendere la nostra piccola personale “rivolta disarmata”.
Susy Suarez

BANDA DISARMATA
con Michele La Ginestra, Ettore Bassi e
Sergio Zecca...

via Umbertide 3
(p.zza S. Maria Ausiliatrice)
00181 Roma







domenica 1 aprile 2012

VOCI NEL DESERTO


Voci nel Deserto è un coraggioso progetto di teatro della coscienza partorito da un idea di Marco Melloni, un collettivo di attori ed artisti che dal 2009 girovaga per i palchi Italiani permettendoci di scoprire e riscoprire, di rivivere e rivalorizzare la forza di messaggi sociali, politici, umani di grandi autori, poeti, letterati, personaggi storici, scienziati e filosofi, attraverso le voci di ormai più di 50 attori ed artisti che a turno partecipano allo spettacolo, il quale si propone sempre nuovo e con cadenza regolare da un po' di tempo a questa parte sul palco del centro sociale Brancaleone a Roma ogni ultimo venerdì del mese ed in maniera totalmente gratuita.
A Voci nel Deserto viaggiamo attraverso frammenti di pensieri, poesie e monologhi, ma non ci troviamo ad un semplice reading, è anche un esperienza di musica, luci ed immagini, che ci mette di fronte alla forza di interpreti pronti a ridare vita al messaggio politico e sociale di tutte quelle personalità che hanno cercato di alzare la loro voce nel deserto.
Gli artisti di Voci hanno la temerarietà di boicottare lo stato di passività e sottocultura in cui versa il cittadino medio, soprattutto grazie alla televisione, incapace di leggere ed analizzare la realtà, privo di sana inquietudine intellettuale ed ideologica.
Rispetto ad alcuni linguaggi vige un grave alfabetismo, non c'è la grammatica emotiva per comprenderli. La superficialità a cui si è in qualche modo costretti, rende le anime indolenti e letargiche, porta ad esprimere opinioni marginali ed a stare inerti a guardare, da ciò nasce la rinuncia alla democrazia come partecipazione ATTIVA, poiché si inizia a considerare inevitabile il passaggio attraverso le forche caudine dei favori e favoretti politici, di ogni tipo di sopruso che innerva la vita di ogni giorno della nostra società.
Voci nel Deserto è un impavido progetto che si propone di fungere da cura a questo desolante stato, REGALANDOCI parole su cui ha soffiato e soffia il vento di una morale di lotta, l'ansia di un' etica nuova, perchè dal deserto dello spirito continuino ad alzarsi, dieci, cento, mille voci.
Susy Suarez

Brancaleone via Levanna, 13 – Roma 
ogni ultimo venerdì del mese fino a giugno, ore 21.30



le voci: 
Barbara Abbondanza, Jodie Alivernini, Elda Alvigini, Alfredo Angelici, Valerio Aprea, Francesca Beggio, Alessandro Bergallo, Maria Luisa Bigai, Carla Buttarazzi, Claudio Castrogiovanni, Caterina Corsi, Pietro De Silva, Pasquale Di Filippo, Ugo Dighero, Dj Tuppi, Federico Di Stasio, Francesco Foti, Tiziana Foschi, Marco M. Fratini, Stefano Fresi, Clara Galante, Linda Gennari, Maurilio Giaffreda, Marco Giandomenico, Cristina Golotta, Caterina Gramaglia, Carmen Iovine, Patrizia Loreti, Alessandro Mannarino, Camilla Mazzitelli, Daniele Monterosi, Ivan Olivieri, Gabriele Ortenzi, Federico Pacifici, Benedetta Parroni, Cristina Pellegrino, Giulia Perelli, Carlotta Piraino, Tiziana Profumi, Paolo Romano, Ketty Roselli, Francesco Sala, Enrico "Chicco" Salimbeni,Claudia Scarpa, Giovanni Scifoni, Piji Siciliani, Pio Stellaccio, Massimiliano Vado
Marta Zoffoli

venerdì 23 marzo 2012

SKYLIGHT (Recensione)











Dopo il successo ottenuto nella scorsa stagione con la messa in scena di Betrayal di Harold Pinter, l’Independent English Theatre presenta quest’anno: Skylight di David Hare. Il testo del pluri-premiato autore inglese sarà in scena, dal 21 marzo al 1 aprile al Teatro dell’Orologio-Sala Grande, e ringrazio questa coraggiosa compagnia che ci offre la rara occasione qui in Italia di poter godere di testi come questi in lingua originale, i quali troppo spesso vengono maltrattati da scellerate traduzioni. Skylight è un dramma domestico che esplora la complessa relazione tra due ex amanti che si rincontrano dopo tre anni di separazione. Kyra (Sandra Paternostro) è una giovane insegnante che vive e lavora in un sobborgo di Londra, Tom (Rinaldo Rocco) è un benestante businessman la cui moglie è morta recentemente di cancro. 
La pièce si apre con la visita alla donna, di Edward (Vico De Carle),il giovane figlio di Tom, esasperato e desideroso di vedere chiarite una volta e per tutte le cose tra lei e il padre. Le chiede di tornare da loro, ma è Tom inaspettatamente a giungere a casa di Kyra poco dopo e in una fredda sera d'inverno il dramma inizia, monta pian piano, battuta dopo battuta e il coinvolgimento dello spettatore con esso. Si resta rapiti dai dialoghi serrati, a tratti sferzanti, le parole diventano lame che non lasciano vuoti, anche nelle pause e nei lunghi silenzi. 
Due persone ideologicamente molto diverse che cercano comunque un incontro umano: Kyra è una donna che ha abbracciato una mentalità idealista, da servizio sociale, che si accontenta di vivere in periferia, in una casa modesta senza nemmeno riscaldamento, Tom e cresciuto per essere uno businessman. Bloccati entrambi in una bolla di desideri, frustrazioni, sensi di colpa, Kyra ha 20 anni di meno ma non per questo si mostra più vulnerabile. 
Tutto è strutturato intorno a semplici azioni domestiche in una stanza di un modesto appartamento nel quale attraverso il loro incontro-scontro si snocciola il passato e il presente. Il conflitto che si apre non è solo umano, ma rispecchia anche quello sociale e politico e l'audience viene catturata sia dalla storia personale che dal dibatto ideologico. 
La regia è ottima, fa un uso perfetto degli spazi e degli oggetti che concorrono a raccontarci attraverso ogni minimo gesto dei personaggi la loro distanza. In un simile teatro di parola nessun attore può permettersi di vacillare e i tre interpreti sono così intensi e convincenti che da attrice mi sono stupita e commossa di fronte la ricreazione di un intimità sul palco così vivida, così reale. Sentimenti resi con grande eloquenza dall'autore e VISSUTI con pienezza. Uno spettacolo da non perdere poiché è davvero raro qui in Italia vedere degli attori non recitare così bene. 

Susy Suarez 
Skylight 
di David Hare
Vincitore del premio Olivier come miglior nuovo testo drammatico 1996
 IET - Independent English Theatre,
con il patrocinio dell’ Ambasciata Britannica a Roma, dell’ Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e dell’Accademia Silvio D’Amico
Regia di Psyche Stott
Con: Sandra Paternostro, Rinaldo Rocco Vico De Carle
Scenografie di Ciro Paduano, Costumi di Alessandro Bentivegna, Luci di Aurelio Rizzuti e Raffaele Furno, Musiche originali di Fabrizio Gatti



mercoledì 21 marzo 2012

TI RICORDI DI ME? (Recensione)



“Ti Ricordi di me?” in scena dal 20 marzo al 1 aprile al teatro Ambra alla Garbatella, e una tenera commedia romantica che vede come protagonisti Roberto, (Edoardo Leo) uno scrittore di fiabe cleptomane bugiardo cronico, e Beatrice (Ambra Angiolini) insegnante elementare narcolettica e soggetta ad improvvise amnesie. Personaggi dolci e surreali, dal candore che stringe il cuore e dalla forza che spiazza, la storia di un incontro fortuito tra due giovani che cercheranno l'uno nell'altro la cura al loro mal di vivere, a tutte le loro fragilità, nevrosi ed insicurezze. I due si raccontano dialogando alternativamente sia con un'invisibile psicoterapeuta, che direttamente col pubblico, snocciolando pian piano tutte le fasi della loro relazione e della loro vita.
Una favola d'amore un po' naive che riesce a farci ridere e commuovere di fronte al disperato tentativo di questi buffi e teneri ragazzi che pretendono a tutti i costi la serenità nonostante tutto.
Ambra Angiolini ed Edoardo Leo dimostrano di poter brillantemente saltare dallo schermo al palcoscenico grazie anche all'ottima direzione di Sergio Zecca che sceglie di mettere in scena con gli attori solo una manciata di sgabelli, i quali opportunamente posizionati, la magia immaginifica del teatro trasforma nei numerosi set dei loro incontri, dallo studio della psicoterapeuta (dove tutto ha inizio), ad una discoteca, persino alle montagne russe. Il testo di Massimiliano Bruno, rispecchia perfettamente quello che è il suo stile autoriale fatto di ironia sempre arguta e brillante, di chi sa essere leggero, ma senza grossolanità, profondo, ma senza retorica, che bandisce ogni tipo di volgarità, anche lì dove il linguaggio si fa più diretto.
Se si desidera ridere di gusto, “Ti Ricordi di me”? e' un'ottima alternativa alle commediole dozzinali, mediocri e sgraziate che infestano le scene.
Susy Suarez


TI RICORDI DI ME?
Di Massimiliano Bruno 

Con Ambra Angiolini e Edoardo Leo
Regia di Sergio Zecca
Ambra Alla Garbatella
Piazza Giovanni da Triora, 15
Roma - 00154 - RM
Italy
Tel: 0681173900






sabato 17 marzo 2012

L'UOMO DELLA SABBIA - (Recensione)



“L'uomo della Sabbia” in scena dal 16 al 18 marzo al teatro Cometa Off di Roma, è ispirato al celebre racconto di Hoffman del 1815, inserito nella raccolta “Notturni”, ed è proprio in un'atmosfera crepuscolare, sinistra, sospesa e quasi onirica, in cui la pièce ci immerge sin da subito grazie a semplici ma molto ben orchestrati elementi, giochi di luci ed ombre, fumo, drappi. I temi della storia sono tipici della letteratura romantica del 800, quello dell'ambiguità, del doppio, ed il titolo riecheggia immediatamente la minacciosa visione da incubo di una demoniaca presenza che con lo svolgersi del dramma si sgretola e si trasforma.
Sempre magistrale la presenza scenica dell'attore protagonista Mauro Conte, che nei panni di Nathaniel, rende con grande forza ogni elemento della sua vita interiore, dai tormenti di bambino, alle forti passioni che lo smuovono da ragazzo, fino alla parabola che lo porterà alla pazzia. Ricordi infantili che riaffiorano in forma epistolare in una lettera spedita all'amico Lotario, (Fabio Maffei) ed alla ragazza Clara (Giselle Martino), il terrore maturato e mai quietato, serbato nell'animo per una vita nei confronti dell'avvocato amico di famiglia Coppelius (Riccardo Francia) personaggio bieco ed inquietante che si ripresenterà a lui adulto sotto forma del suo alter ego Coppola, venditore di cannocchiali.
Ennesimo conturbante elemento della storia è Olimpia, un'automa meccanico talmente simile ad un essere umano da far innamorare Nathaniel, elemento che rimanda al concetto freudiano secondo il quale un essere evidentemente animato non necessariamente debba essere anche vivo.  Una volta riaccese le luci è come se ci si risvegliasse da un sogno, si balzasse fuori da un fumoso mondo ammantato di soprannaturale e misteriosi riti alchemici, e tornati a casa nei nostri letti, non mi stupirebbe se potessimo sentirne i passi avvicinarsi...                               Susy Suarez




COMETA OFF
LET – Liberi Esperimenti Teatrali VIII edizione
dal 16 al 18 marzo 2012
Una produzione I Magi srl
L’UOMO DELLA SABBIA
Ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann
testo e regia
Luca De Bei
Mauro Conte, Riccardo Francia, Fabio Maffei, Giselle Martino
Costumi: Lucia Mariani
Luci: Marco Laudando
Grafica: Paolo Camilli
Foto di scena: Pietro Pesce
Teatro della Cometa off
Sala  (80 posti)
Via Luca della Robbia, 47 Roma, Tel.: 06 57284637
Biglietti: € 5 - € 8
Programmazione da: Venerdì 16/03/2012 a Domenica 18/03/2012 - da Ven. a Dom. ore 20.45 –
Domenica doppia replica con pomeridiana alle 17,30