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venerdì 1 novembre 2019

CHE FINE HANNO FATTO BETTE DAVIS E JOAN CRAWFORD? - Regia di Fabrizio Brancale

Per la prima volta in scena in Italia all'Off Off Theatre di Roma da martedì 22 a giovedì 31 ottobre “Che Fine Hanno Fatto Bette Davis e Joan Crawford?”testo del commediografo francese Jean Marboeuf. Ciò grazie alla caparbietà di Riccardo Castagnari che ne ha curato la traduzione e ha avuto il coraggio e l'intuizione di riproporlo in una veste assolutamente inedita. Cinquantacinque anni fa Joan Crawford e Bette Davis erano attrici di fama mondiale raccontate dalla stampa scandalistica sempre l'una contro l'altra. In una scenografia che richiama i polverosi camerini di un tempo, tra ciprie, bauli e impietosi specchi, Bette Davis (Gianni De Feo) e Joan Crawford (Riccardo Castagnari) ci raccontano la popolare storia della loro rivalità. Schermaglie, epiteti poco lusinghieri e battute al vetriolo in punta di fioretto, sono il fil rouge di questa pièce in cui sono due interpreti maschili a vestire i panni delle dive di Hollywood, così diverse tra loro ma accomunate da un reciproco e feroce odio. “Che fine ha fatto Baby Jane?”,   il film diretto da Robert Aldrich nel 1962,  le portò a recitare per la prima volta insieme, e quel set si trasformò presto nel ring perfetto su cui consumare una lotta all'ultimo sangue tra ingiurie e ripicche. Contro ogni previsione il film ottenne un enorme successo in tutto il mondo e permise alla carriera di entrambe di avere un ennesimo slancio. Bette Davis fu persino candidata all'Oscar, ma a questo punto Joan lanciò una campagna contro di lei riuscendo non solo a boicottare la rivale ma a convincere Anne Bancroft, la vincitrice dell'Oscar di quell'anno, a farsi sostituire sul palco e a ritirare il premio per lei.

La cifra stilistica dello spettacolo è netta e ben definita e punta all'eccesso, all'intensità delle movenze e alla rutilanza del trucco, del parrucco e dei numerosi e ammalianti costumi. Le musiche originali di Francesco Verdinelli supportano e infondono poetica ai passaggi più emotivi. 
La regia di Fabrizio Brancale riesce ad amalgamare con acume ogni elemento, comprese le personalità di due artisti di talento dalla presenza scenica e dalla vocalità molto diversa, proprio come lo erano quelle della bellissima Joan e della bruttina, ma magnetica Bette. Joan Crawford aveva effettivamente la metà del talento espressivo di Bette ma, a differenza della sua odiata collega,  possedeva quel fascino languido e allo stesso tempo impenetrabile che mandava gli uomini dell'epoca letteralmente in delirio.
Suggestive e funzionali le immagini di repertorio che, proiettate sullo sfondo della scena, si frappongono all'azione trascinando lo spettatore nel backstage dei set dell'epoca o alla famosa notte degli Oscar in cui Bette Davis riuscì a far trionfare le sue smanie di protagonismo.
Riccardo Castagnari è già noto al pubblico soprattutto per lo strepitoso successo della sua pièce su Marlene Dietrich portata in scena sia in Italia che all'estero per ben diciotto anni in cui egli stesso interpreta la mitica diva.
Cimentandosi ancora una volta con un ruolo femminile, un'ennesima star, riesce nel non semplice compito di rivoluzionarsi senza ripetersi. Sostenuto sicuramente da un lavoro di studio scrupoloso offre una Joan Crawford inedita affrescandola secondo la sua personalità artistica senza snaturarne il ritratto rimasto impresso nell'immaginario collettivo.
Gianni De Feo, al contrario di Castagnari, si cimenta per la prima volta nell'interpretazione di un personaggio femminile, ma professionalità, esplorazione e ricerca, lo rendono altrettanto all'altezza del ruolo.

Entrambi rendono palpabile l'amore/odio che univa indissolubilmente le due donne, le invidie e i livori che sfioravano la nevrosi e che col tempo crearono una paradossale dipendenza, come se l'una non potesse più vivere senza le provocazioni dell'altra.  “Che Fine Hanno Fatto Bette Davis e Joan Crawford?” immerge lo spettatore in uno spaccato della storia del cinema, raccontando quel divismo di un tempo che ormai non esiste più ma che  coinvolge sempre con magnetico incanto.
Susy Suarez


Dal 22 al 31 ottobre 2019
OFF OFF THEATRE

CHE FINE HANNO FATTO BETTE DAVIS E JOAN CRAWFORD?

di Jean Marboeuf
traduzione Riccardo Castagnari
con
Gianni De Feo
Riccardo Castagnari
regia
Fabrizio Bancale
Scene Roberto RInaldi
musiche originali Francesco Verdinelli
assistente alla regia Sebastiano Di Martino
disegno luci Alessio Pascale
ufficio stampa Carla Fabi Roberta Savona

domenica 12 ottobre 2014

MR WARD A COLAZIONE- Regia Riccardo Castagnari






In scena dal 8 al 19 ottobre al teatro Belli di Roma, la nuova pièce di Riccardo Castagnari, autore, regista ed attore intenso e raffinato, il quale porta in scena lavori in cui non ha mai paura di sfidarsi soprattutto come attore, in primis il grande successo di “Marlene”, monologo in cui ha avuto l'ardire non solo di calarsi nei panni di una donna, ma della leggendaria Marlene Dietrich, cantando ed interpretando magistralmente anche molte delle sue canzoni.

In questo caso mette in scena due uomini avvenenti, l'uno giovanissimo (Igor Petrotto), il cui fascino è pronto a fiorire e maturare, l'altro, di vent'anni più adulto (Riccardo Castagnari), già si sente minacciato dalle ineluttabili accidie del tempo.

Lo spettacolo sviscera quelle che sono le universali dinamiche di coppia, con poetica profondità, indaga le irrazionalità, le piccole grandi contraddizioni dell'amore, dell'attrazione e della seduzione, in questo caso tra due uomini, legati da dieci anni di relazione di coppia e di convivenza.

Siamo spettatori di meccanismi psicologici ancestrali, e chiunque abbia provato un legame di coppia, che sia con un essere dello stesso sesso o del sesso opposto, non potrà esimersi dal riconoscere in questa storia, qualcosa della propria storia. Il testo, scritto con grande accuratezza e stile, ci dimostra come il gioco dell'amore, non possa mai finire di appassionare e stupire. Suggestivi ed evocativi i contributi video che accompagnano la pièce sullo straniante sfondo bianco, colore che domina completamente la scena. Ricordi, realtà, immaginazione, si fondono in un mondo candido, dal quale possiamo spiare momenti di intimità di due uomini legati da qualcosa di estremamente potente ma nello stesso tempo caduco ed instabile, poiché l' amore è un ossimoro, una gioia che è perennemente incostante ed alla ricerca di continue rassicurazioni, spesso mortificata dalla quotidianità all'interno della quale l’IO implode continuamente.

È possibile che due partner si completino senza assumere l'uno un ruolo prevaricante rispetto all'altro?

Igor Petrotto risulta perfetto nella parte del giovane compagno, un ruolo di certo non semplice che affronta con disinvoltura e delicatezza, anche nelle scene più “audaci”, perché questa pièce non ha paura di andare a fondo, di mostrarci momenti di intima e autentica quotidianità, ma senza voyeuristica malizia.

Quanto disperato e doloroso può essere il senso di abbandono? Sarà il sentimento più forte della differenza d'età? Quali sono, se ci sono, i confini tra l'amore e la passione, l'attrazione fisica, il sesso? E quanto determinanti sono spesso anche gli ideali estetici di perfezione e di prestanza che si impongono sempre più prepotentemente e ai quali ne uomini ne donne riescono ad essere immuni?

Ed in effetti in fin dei conti, chi è che non vorrebbe un Mr Ward a colazione?

Susy Suarez

MR WARD A COLAZIONE

con
Riccardo Castagnari e Igor Petrotto
assistente alla regia: Adriana Alben
coreografia: Eduardo Moyano
foto di scena: Valerio Valdroni
disegno luci: Marco Zara
ufficio Stampa: Studio Alfa
direttore di produzione: Iolanda Salvato per Tavole da Palcoscenico
testo e regia di Riccardo Castagnari
regia contributi video di Rita Rocca

 Teatro Belli

Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma
Biglietteria:+39 06 58 94 875
Fax: +39 06 58 97 094
E-mail: info@teatrobelli.it

Abbinata allo spettacolo è partita una campagna contro l’omofobia per la quale, a chi vuole aderire, è richiesto un selfie col titolo dello spettacolo seguito da un cuore. Sono già stati raggiunti 416 selfie che sono andati a comporre un manifesto generale che accompagnerà lo spettacolo nei teatri in cui verrà rappresentato.






venerdì 25 ottobre 2013

LO SPETTACOLO COMINCIA CON CAROSELLO - di Riccardo Castagnari

Entrare al teatro Belli dal 22 al 3 novembre sarà come salire su un' accogliente macchina del tempo, in cui Riccardo Castagnari insieme a due bravissime coriste (Margherita Tatarelli ed Erica Tuzzi) e l'accompagnamento del pianista Andrea Calvani, ci conduce attraverso la storia della tv a partire dai suoi albori, protagonista assoluto l'ormai mitologico programma Carosello, nato nel 1957.
Tra jingles, canzoni e siparietti, Riccardo Castagnari narra con istrionica simpatia storie e aneddoti dei personaggi della tv che fu, rievocandoli su di un semplice palco dallo sfondo nero, privo di inutili orpelli, proprio come quello delle trasmissioni di un tempo, quando ancora la tv e l'intrattenimento in genere era affidata unicamente al talento e alla presenza scenica di grandi artisti.
Riporta la tenace affettuosa memoria del Carosello e lo celebra insieme al pubblico in sala, linfa vitale dello spettacolo, il quale viene coinvolto attivamente in una scherzosa gara all'indovinare nomi di interpreti, programmi e canzoni. Questa formula che vede l'assoluta mancanza di quarta parete, rende lo spettacolo ancor più godibile, divertente e spensierato.
Ciò che si percepisce è che si sta assistendo a un lavoro scritto e ideato col cuore e sincero piacere di trasmettere al pubblico di tutte le età, senza nostalgica retorica, le atmosfere di un epoca in cui gran parte degli italiani faceva ancora la conserva di pomodoro in casa, preparava marmellate e imbottigliava il vino sfuso comprato dal contadino, la domenica, le mamme tiravano la sfoglia mentre l’odore del ragù riempiva la casa.
Totalmente a suo agio in smoking nero, Riccardo Castagnari ci ricorda il garbo e la raffinatezza dei presentatori di una volta, anche quando si lascia andare a punzecchianti e velenose critiche alla tv moderna e all'indolente passività in cui versa il pubblico odierno.
Uno spettacolo davvero per tutti, anche chi è troppo giovane per essere stato bimbo in quel periodo come me, ma che lo ha inevitabilmente vissuto di riflesso tramite i racconti e le canzoncine sentite canticchiare da mamma e papà, e che per un'ora e mezza torna a quella dimensione che sa di pulito e candida semplicità, di quando le “réclame” erano realizzate con creatività artigianale, proprio come la torta di mele delle nonna.
Durante vent'anni di vita di Carosello, sono andate in onda più di trentamila scenette in cui sono stati coinvolti tutti i più grandi artisti del teatro e del cinema italiano, non modelli e modelle da dover doppiare in postproduzione.
Una piacevole serata da godere e cantare, insieme a chi con questo spettacolo, ci regala una piccola perla, preziosa per non dimenticare cosa eravamo e di conseguenza realizzare con maggiore lucidità, cosa siamo diventati.
Susy Suarez


TEATRO BELLI dal 22 ottobre al 3 novembre 2013 orario spettacoli: feriali 21.00 – domenica 17,30 – lunedì riposo